Per un'Europa unita, verde e solidale

Sono tre le sfide principali che l’Unione europea e i suoi Stati membri devono affrontare:

  1. Le innovazioni portate dalla quarta rivoluzione industriale. L’introduzione delle intelligenze artificiali nel sistema economico è destinata a rivoluzionare il mondo del lavoro. Secondo la società di consulenza internazionale McKinsey entro il 2030 circa 800 milioni di persone perderanno il proprio lavoro a causa dell’automazione con il rischio di creare nuove sacche di povertà e l’allargamento della forbice delle disuguaglianze sociali.   

  2. La crisi climatica e i suoi effetti sulla preservazione del pianeta, sulla salute dei cittadini e sul benessere dei più svantaggiati. Bisogna infatti affermare il principio della giustizia climatica nei confronti delle maggiori vittime dei cambiamenti climatici ovvero coloro che hanno contribuito in misura minore ad inquinare il pianeta e che hanno minori strumenti economici per risollevarsi dai disastri ambientali. Basti pensare che l'Africa produce soltanto il 4% delle emissioni di CO2 rispetto all’80% dei paesi del G20.

  3. Il fenomeno migratorio. Uno studio della Banca Mondiale ha annunciato che entro il 2050 saranno più di 140 milioni i rifugiati ambientali ovvero coloro che scappano da situazioni di emergenza legate ai cambiamenti climatici.

Di fronte a sfide globali l’Europa deve agire in quanto attore globale abbandonando anacronistiche nostalgie del passato. Deve dotarsi di istituzioni federali e di un bilancio adeguato superando l'immobilismo prodotto dal metodo intergovernativo. Il prossimo Parlamento europeo, in quanto massima espressione dei cittadini europei, dovrà trovare il coraggio di condurre questa battaglia. Si tratta di garantire la sopravvivenza stessa del progetto europeo e del ruolo che l'Unione europea può e deve giocare a livello internazionale per quanto riguarda un'equa distribuzione della ricchezza e la tutela dei diritti umani. 

 

Dobbiamo inoltre istituire un pilastro sociale europeo. La crisi economica ha accentuato gli effetti di una politica sociale europea ancora pressoché inesistente, per questo è necessario istituire un sostegno europeo al reddito. Questo avrebbe il potere di cambiare completamente la percezione dell’Unione europea da parte dei suoi cittadini e di garantire quella sicurezza economica che possa consentire loro di mettere a frutto le proprie capacità di innovazione e di rispondere alle nuove richieste del mercato. Per questa ragione è necessario aumentare gli investimenti nel potenziale creativo dei giovani aumentando i fondi da destinare alla ricerca, all'innovazione e alla formazione al fine di dotare i cittadini europei degli strumenti per prepararsi al loro futuro.

 

Sul piano dell’immigrazione gli Stati europei devono rispettare il principio di solidarietà sancito dai trattati e modificare il Regolamento di Dublino III sulla base della riforma già approvata dal Parlamento europeo. Istituire dei corridoi umanitari e contribuire allo sviluppo economico dei Paesi africani.

 

Dobbiamo inoltre preservare il nostro pianeta e l’Europa deve farsi portatrice di questa battaglia. Si deve impegnare a conseguire gli obiettivi stabiliti dal documento di Parigi sul clima e a promuovere l’istituzione di una Carbon Tax e di una Plastic Tax europee.

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